The Velvet Conspiracy

The Velvet Conspiracy è il titolo della nuova collaborazione fra Velvet Lenses e DaamStudio.
Per me è stato un piacere lavorare ancora con loro, occupandomi delle riprese, su un set coordinato e diretto da Mariella Tedesco e Daniele Cazzola.
Ogni volta è una nuova avventura, ci inventiamo storie diverse, proviamo nuove tecniche, sperimentiamo…
e ci divertiamo!
Mandate in play il video e fate un salto negli anni ’30 fra gangster, malavita e storie losche…

Qui sotto un breve video di backstage a 360°!
E’ stato interessante anche per me guardarlo, perchè mi sono reso conto di quello che mi accadeva intorno mentre ero concentrato a guardare lo schermo (ad esempio, nella scena della macchina, c’è Daniele che chiude la portiera “al volo” un attimo prima che io passi proprio in quel punto, cosa di cui non mi ero minimamente accorto durante le riprese!).

E qui invece alcune foto dal dietro le quinte. Le più belle sono state scattate da Francesca Balasso…

La sala della bisca in preparazione.
Avevamo portato un paio di tavoli e le sedie, casse di legno, bottiglie… avevamo insomma arredato un angolo prima vuoto con uno stile che ricordasse gli anni ’30.
Nella foto stavamo chiudendo con un telo nero la finestra, in modo da poter controllare la luce con i nostri fari e direzionarla come meglio volevamo.

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La location quasi del tutto allestita.
Non aveva montato molti accessori sulla telecamera, niente mattebox, rods o follow focus, perchè dovevamo ottimizzare i tempi nello spostarci da una location all’altra e per far questo la C100 doveva essere “leggera”: sganciavo tutto dal Dovetail Mount della SmallRig e la mettevo direttamente sul Ronin-M. L’unica modifica era spostare il monitor, ma bastava davvero 1 minuto.
Nella configurazione da treppiede lo SmallHD era fissato sopra alla camera con il 2Shot della XTender.

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La bisca pronta!
Tutti gli oggetti di scena erano in posizione e mancavano solo i protagonisti del video.
La luce principale era data dal LightStorm 120t della Aputure ed utilizzavamo un pannello a led come luce di schiarita sui primi piani.

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Ultimi ritocchi e poi si comincia!
Dovevamo tenere chiuse porte e finestre perchè altrimenti il fumo si sarebbe disperso in un attimo ma verso sera, fra macchina del fumo e sigarette, l’atmosfera all’interno della stanza era diventata davvero irrespirabile…

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Cambio scena, ci spostiamo nella prima delle location esterne.
Anche qui riprese con telecamera prima su treppiede e poi sul Ronin-M.
Per le scene esterne abbiamo anche usato una vecchia auto americana prestataci da Federico Crema.

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In esterni ho montato il viewfinder della Zacuto sul monitor della telecamera e il copri monitor sopra lo SmallHD 502, con il sole era difficile vedere bene gli schermi…

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Altro cambio di scena e altra location!
Ci siamo spostati su una strada sterrata poco lontana dalla location precedente ed abbiamo girato la scena dell’inseguimento.
Io ero seduto sul retro di una macchina che precedeva l’auto utilizzata dai protagonisti.
Qui Daniele stava preparando la corda per legarmi e mettermi in sicurezza, visto che dovevo sporgermi in avanti per tenere la telecamera il più bassa possibile.

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Pronti per partire!
Qui al mio fianco c’era la bravissima Francesca Balasso (quasi tutte le foto in questa pagina sono sue).
La telecamera era ancora pulita… dopo le riprese era ricoperta di polvere da cima a fondo!

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Nuova location, l’esterno di una fabbrica abbandonata.
Abbiamo sfruttato questo angolo per girare la scena dove i ragazzi scaricavano un cadavere dal bagagliaio dell’auto e lo gettavano nel canale.

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Per dare un taglio di luce ed ammorbidire le ombre su Flavio, il boss del nostro video, abbiamo utilizzato il LightStorm alimentato a batteria.

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Daniele in ammollo, pronto per recuperare “il corpo”!

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Ultima location, l’interno della fabbrica abbandonata. Non è stato semplice entrare con tutta l’attrezzatura perchè… beh, non era propriamente aperta al pubblico…
Mentre io provavo i movimenti di camera Daniele mostrava come doveva svolgersi la scena.

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Anche qui abbiamo sfruttato il LightStorm, in questo caso a piena potenza ed alimentato a batteria, per illuminare i protagonisti all’interno del capannone.

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